Che strano destino accomuna chi vuole praticare sport minori in italia. Se vesti una divisa hai alle spalle una società sportiva che ti supporta e ti dà reali possibilità di praticare quella disciplina ai massimi livelli.
Di solito ogni 4 anni (in corrispondenza delle olimpiadi) ci accorgiamo che esistono. E i media si scatenano…
La popolarità di una medaglia (non importa il metallo) è un traino per le vendite o gli ascolti. Ed ecco che atleti di diverse discipline appaiono in talk-show, reality e via discorrendo suscitando l’attenzione censoria o meno dei corpi di appartenenza.
Se la guardia di finanza permette a un Rosolino di “danzare sotto le stelle” o la Polizia di Stato lascia che la Vezzali lusinghi un capo di governo sono fatti loro perchè, evidentemente ritengono che tali esibizioni non danneggino l’immagine dell’Istituzione di cui fanno parte… Al contrario pare che non sia ammissibile, per una cittadina appartenente al corpo dei carabinieri e nota sportiva, porre delle domande in una trasmissione di approfondimento politico. Ci hanno pensato su parecchio: prima le hanno concesso il placet, ma poi…
Non sappiamo, e forse non avremo modo di saperlo, se quelle domande sarebbero state viziate, maliziose, intelligenti, inquisitorie, stupide o banali o ancora reverenziali.
La lezione sembra che sia: “ognuno stia al suo posto”. Se si tratta di fare i buffoni di corte, passi; ma non vorrete mica che degli atleti si mettano a pensare…

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